Sedie sdraio realizzate in ferro e ottone, che un tempo facevano parte dell’arredo di un piroscafo, prima siciliano, poi livornese: «Tra gli anni 20 e 30 del secolo scorso hanno praticamente attraversato tutta la Penisola seguendo il ritmo delle onde». Un pianoforte della seconda metà dell’800: «È quasi completamente funzionante. Dobbiamo soltanto far revisionare un tasto». Un grammofono portatile degli anni 40 usato durante la guerra: «Progettato per essere trasportato in una valigetta, è costituito da un piatto e da due casse audio richiudibili, marchiate Philips e contrassegnate dal numero di matricola». Unisce ingegno tecnico e design funzionale, trasformandosi in un pezzo da collezione.
Michele Corsini e Alessia Cullhaj si occupano della gestione degli oggetti che arrivano a ciclo continuo nello stabilimento di Fornaci di Barga (Lucca) presso il Circular Store RiDyamo, un progetto di economia sociale e circolare promosso da KME, Dynamo Camp e Memorabid, per gestire un sistema di donazioni in natura provenienti da individui e imprese, beni di vario genere che vengono poi venduti devolvendo il ricavato netto a Dynamo Camp. «Lo store fisico al momento viene aperto al pubblico il secondo e l’ultimo sabato di ogni mese», spiegano. «Poi c’è la possibilità di acquistare i nostri oggetti online, attraverso il portale di Catawiki (QUI)». Il primo dato curioso è che il 90% degli acquisti online viene dall’estero. «Soprattutto Francia, Germania e Spagna», racconta Michele Corsini. «L’oggetto più grande che abbiamo mai spedito è stato un tecnigrafo degli anni 20, destinato proprio a un cliente parigino: 2,20 per 1,80 metri circa. Abbiamo dovuto strutturare un sistema di logistica, spedizione e imballaggio piuttosto articolato. Vendere un piccolo soprammobile è infatti molto diverso dal gestire la spedizione di oggetti più complessi e voluminosi come questo: entrano in gioco costi e modalità organizzative significativamente differenti. Inoltre, il cliente si aspetta generalmente di ricevere l’oggetto entro una settimana dall’acquisto. Per questo motivo abbiamo creato un team dedicato all’allestimento di imballaggi realizzati secondo standard professionali. Parallelamente, ci dedichiamo anche al restauro, effettuando interventi su diversi oggetti sia per la parte elettrica, sia per quanto riguarda falegnameria e componenti meccaniche. L’obiettivo è continuare ad ampliare progressivamente le nostre competenze in questi ambiti».
Ridyamo ha seguito anche tra gli appassionati di design perché in qualsiasi momento si possono trovare oggetti interessanti. «Oltre a macchine per scrivere Olivetti, anche degli anni 40, perfettamente funzionanti, abbiamo avuto, per esempio, sedie Selene disegnate da Vico Magistretti per Artemide negli anni 60 e sedute prodotte da VitrA. Appena vengono messe online vanno a ruba», racconta Alessia. Tra gli acquirenti ci sono dei fedelissimi. «Un cliente abituale, attraverso i suoi acquisti nel nostro store, sta progressivamente completando l’arredamento della propria casa», prosegue Michele. «Nelle immagini che ci ha inviato si vede l’appartamento ancora in fase di sistemazione, ma sono già presenti diversi oggetti acquistati da noi. Si tratta di un cliente della provincia di Lucca che ci segue fin dall’inizio dell’attività e che ci chiede regolarmente di essere ricontattato ogni volta che arrivano nuove donazioni. Un rapporto di fiducia costruito nel tempo. Tra gli acquisti figurano sistemi di illuminazione, appendiabiti, due letti, tavolini vintage e vari altri elementi d’arredo. Tra questi, anche una lampada prodotta da una delle aziende di KME, realizzata con una combinazione di rame e legno negli anni 80 e prodotta come pezzo di design».

Chi vuole mettere a disposizione di RiDyamo oggetti che non usa più può scattare 3-4 fotografie per ciascuno e inviarle a ridyamo@kme.com. Il team si occupa del resto: dall’accettazione e valutazione del bene donato alla pubblicazione, fino al ritiro a domicilio, se necessario. Il tutto senza nessun costo per il donatore. Quando Dynamo riceve il ricavato della vendita del bene, rilascia poi una certificazione con cui il donatore può ottenere benefici fiscali, portando in deduzione l’importo nella dichiarazione dei redditi. «Al momento la maggior parte dei donatori proviene principalmente dalla provincia di Firenze, di Lucca e dall’area di Viareggio. Recentemente, ci ha contattato anche una signora con una residenza in Sicilia e stiamo valutando con lei le modalità migliori per gestire la donazione». Rimettere in circolo oggetti che non si usano più può essere vantaggioso non solo per singoli individui ma anche per aziende. «Stiamo riscontrando un interesse piuttosto trasversale, dai produttori di mobili a quelli di giocattoli, abbigliamento e profumi… Per le aziende, alleggerire i propri magazzini rappresenta un vantaggio significativo, sia perché i prodotti invenduti accumulati a fine anno comportano oneri fiscali, sia perché la Legge Antispreco del 2016 consente di ottenere dei benefici rimettendo in circolo beni già prodotti, anche da qualche anno, riducendo così la necessità di smaltimento futuro. Questo approccio offre quindi un beneficio concreto, permettendo al contempo di dare nuova vita a prodotti che altrimenti sarebbero destinati a diventare rifiuti. Nel Circular Store, il nostro obiettivo è proprio quello di recuperare oggetti giunti a fine ciclo di vita, anche se datati decine di anni, completamente ammortizzati o considerati non più utilizzabili, restituendo loro una nuova classificazione come merce disponibile e valorizzando un patrimonio materiale in chiave sostenibile».
Per informazioni:
ridyamo@kme.con
347.5588191