«Come raccontare Dynamo Camp a chi non lo conosce ancora? Non posso che parlare delle emozioni che vivo quando sono lì. Delle famiglie che, prima di andarsene, ci ringraziano e ci abbracciano, la manifestazione più intensa di gratitudine e di vicinanza». Loretta Rabuzzi, storica ambasciatrice di Dynamo, è una delle volontarie che sabato 14 e domenica 15 marzo parteciperanno al primo grande evento di piazza nazionale di Dynamo Camp, «Biscotti di Felicità», in 60 città italiane, coinvolgendo oltre 110 location da nord a sud. Nel corso delle due giornate, lo staff e centinaia di volontari scenderanno in piazza per raccontare la missione della Fondazione e per distribuire speciali biscottiere Dynamo a sostegno dei programmi per famiglie. «L’iniziativa nasce per sensibilizzare sul grave isolamento – personale e sociale – che vive chi ha figli con gravi patologie o disabilità», spiega Giulia Cuccia, Responsabile Eventi e Network di Dynamo Camp.
UN BISCOTTO CHE UNISCE
«Cercavamo un simbolo che parlasse di felicità in modo semplice e immediato», prosegue Giulia. «Abbiamo scelto il biscotto perché è qualcosa che unisce, che riporta all’infanzia, alla leggerezza. Mangiare un biscotto richiama l’atmosfera di casa, un gesto quotidiano capace di evocare gioia, proprio come accade tutti i giorni a Dynamo. Al nostro fianco c’è Barilla, che dal 2019 ci sostiene non solo economicamente, ma anche con volontari e donazioni di prodotti al Camp», spiega con orgoglio Giulia Cuccia. «Abbiamo lavorato fianco a fianco prima immaginando e poi creando una latta colorata che racconta il Camp attraverso le sue attività – dal tiro con l’arco all’arrampicata, fino alla piscina –, per custodire molto più di un biscotto: l’idea di una felicità condivisa». Nel mese in cui si celebra la Giornata internazionale della Felicità, 40mila scatole di latta Dynamo piene di biscotti coloreranno dunque le piazze di tutta Italia; è scesa in campo anche Amazon, che sostiene l’iniziativa nella logistica. La scelta delle piazze nasce dal cuore della comunità Dynamo: «Anche in questa occasione, in cui usciamo dalla nostra comfort zone, la rete “magica”, fatta di ambasciatori, volontari, genitori di ex camper, si attiva e si allarga con entusiasmo contagioso. Solo nei primi giorni hanno accettato 700 volontari. Ma il nostro obiettivo è ambizioso: vorremmo arrivare a 3mila», aggiunge Giulia.

SCENDI IN PIAZZA ANCHE TU
Come fare per diventare Dynamìco di piazza? Basta collegarsi QUI, selezionare la città e la fascia oraria. «Non serve aver frequentato i corsi di formazione, necessari per il volontariato al Camp», precisa Arianna Bassi, Responsabile eventi territoriali e Rete ambasciatori, project manager dell’evento. «Basta voler stare al nostro fianco per raccontare Dynamo a persone che non ci conoscono. Tra queste, potrebbero esserci famiglie con figli con gravi patologie o disabilità. Sarebbe bello ritrovarli in sessione nei prossimi mesi!». Arianna invita a coinvolgere parenti e amici. «In questo modo “Biscotti di Felicità” si può trasformare in un’esperienza condivisa, un modo per trasmettere valori e impegno civile». Tra le numerose adesioni già arrivate, una in particolare ha profondamente colpito il team di Dynamo: «È stata la telefonata di una mamma che ha perso suo figlio e che oggi è nostra volontaria», racconta Arianna. «Ci ha chiesto di organizzare un gazebo anche nella piazza della sua città, mettendosi lei stessa a disposizione come responsabile. Non è una grande città, ma per lei è fondamentale esserci. Questo dimostra che Dynamo non è soltanto un sostegno ricevuto in un momento difficile, ma un’esperienza che rimane impressa nel cuore. Al punto da trasformare il dolore in gratitudine e la gratitudine nel desiderio concreto di restituire».
SPIRITO DI SQUADRA
Anche Monica Tettoni, che lavora nei Servizi generali presso la sede Barilla di Novara, scenderà in piazza. «L’entusiasmo per Dynamo Camp in azienda si respira da tempo. Anni fa un gruppo di colleghi aveva partecipato a una giornata di attività con Dynamo. Ne parlano ancora». Come dipendente di Barilla, Monica è abituata a confrontarsi con realtà del territorio e associazioni locali che l’azienda sostiene. «Non puoi restare indifferente. Dietro ogni bambino malato ci sono genitori che vivono situazioni durissime. Aiutare i piccoli significa sostenere un intero nucleo familiare». Per questo Monica ha accettato il ruolo di responsabile di piazza a Novara il 14 e il 15 marzo, coinvolgendo colleghe e colleghi (saranno oltre 180 i dipendenti Barilla che faranno da volontari in tutta Italia). «Scrivo a tutti quelli che conosco: venite a trovarci, portate amici e familiari. Dobbiamo allargare la rete, creare partecipazione». In piazza l’obiettivo sarà semplice ma potente: «Accogliere con il sorriso, attirare l’attenzione senza essere invadenti, raccontare in pochi minuti cos’è Dynamo e perché è così importante. Per noi è come giocare in casa perché nella biscottiera ci sono gli “Abbracci”. Sono abbracci d’affetto, quelli della famiglia, ma anche solidali verso chi non conosci. Sostenere Dynamo è come offrire un abbraccio concreto a queste famiglie». Anche l’organizzazione pratica è parte dell’impegno: montare e smontare il gazebo, gestire la logistica, coordinare i turni. «Bisogna essere operativi sin dalle prime ore del mattino ma si lavora in squadra», racconta Monica. «Ed è proprio questo spirito di squadra, nato spontaneamente tra colleghi, a rendere l’iniziativa ancora più speciale: un impegno condiviso che unisce azienda e volontariato, famiglia e comunità».
Avendo molta esperienza alle spalle nell’organizzazione di eventi a sostegno di Dynamo, Loretta Rabuzzi, che troverete in piazza a Pistoia, conclude sottolineando: «Dynamo è completamente gratuito e reso possibile grazie alla raccolta fondi: questo è molto importante da spiegare a chi non lo conosce. Da circa dieci anni sono anche volontaria al Camp. Partecipo a parecchie sessioni nel corso dell’anno e mi diverto da morire, sempre! Ma ciò che resta più impresso, sono le emozioni. Ogni volta che lascio quel posto magico, porto con me i gesti di affetto donati dai Camper e dalle loro famiglie, una sensazione viva del conforto, della speranza e della felicità che si sprigiona anche nelle situazioni più difficili. Per questo, torno a casa sempre con le lacrime agli occhi».